2 Giugno 2009
· Archiviato in Migliorie · Tagged gnome, linux, Nautilus, terminal, Ubuntu

Avere un terminale a disposizione può sempre essere utile, se poi punta direttamente alla cartella corrente tanto meglio.
Ecco quindi come ottenere la funzione “Apri un terminale”, direttamente nel menù del tasto destro di Nautilus.
sudo apt-get install nautilus-open-terminal
7 Febbraio 2009
· Archiviato in Migliorie · Tagged login, password, security, sudo, Ubuntu, visudo
Capisco le buone motivazioni di sicurezza che stanno dietro la richiesta della password per qualsiasi operazione un po’ più “delicata”… ma per chi, come me, ha guadagnato una certa dimestichezza con i sistemi GNU/Linux Ubuntu, si tratta solo di una inutile scocciatura, che si presenta ogni talvolta si voglia installare un nuovo programma o andare a modificare qualche opzione di sistema.
Ritengo che la password di accesso sia più che sufficiente per proteggere il mio computer, una volta effettuato il login non voglio più dover “dimostrare” la mia identità.
Ecco quindi come fare per eliminare le ulteriori richieste di parola segreta:
- Aprire un Terminale (Applicazioni -> Accessori -> Terminale).
- Scrivere e quindi lanciare “sudo visudo”
- Scorrere la schermata fino a raggiungere le seguenti linee e una volta trovate accertarsi siano uguali a queste:
# Members of the admin group may gain root privileges
%admin ALL=NOPASSWD: ALL
- Salvare:
-Premere ctrl + o
-Controllare che il nome sia “/etc/sudoers” (senza.tmp alla fine)
-Premere invio e rispondere S alla conferma di sovrascrittura.
-Premere ctrl + x per uscire
Riavviare per rendere effettive le modifiche
31 Maggio 2008
· Archiviato in Ubuntu · Tagged bug, hardy, installazione, release, Ubuntu
Sono fedele a Ubuntu dalla versione 6.06 e devo dire che questa è la prima volta che sono critico verso una nuova release.
Mi dispiace ma devo ammettere che questa volta l’aggiornamento ha peggiorato aspetti che andavano bene nella Gutsy.
Per citarne qualcuno:
- Rallentamenti continui del disco fisso con dei lunghi freeze del sistema (bug segnalato)
- Nautilus-Script non gestisce più bene gli argomenti (bug segnalato)
- Stellarium sembra partire ma non va oltre una schermata nera.
- Audacity non ha più una funzionalità per cambiare tonalità.
- Kdenlive non ha più l’icona nel menù.
- Certi tasti del mouse multimediale hanno smesso di funzionare.
- La Sospensione ha smesso di funzionare in uno dei miei pc.
- Network Manager sembra più instabile e spesso muore al rientro dalla Sospensione.
- Inkscape ha comportamenti strani quando a piena finestra
Tutto ciò ha comportato un critico aumento delle imprecazioni e una flessione nella produttività. Davvero un peccato per un prodotto così promettente.
Resto fedele al motto “Indietro neanche per la rincorsa” ma la tentazione di tornare alla Gutsy ha aleggiato per un po’ nella mia mente..
Io continuo a sperare in aggiornamenti provvidenziali…
e non si sa mai che sia l’occasione giusta per provare qualche altra distribuzione…
16 Marzo 2008
· Archiviato in Migliorie · Tagged tune2fs, disco fisso, partizioni, controllo integrità, hard disk, check
Ubuntu (e non solo), all’avvio del sistema, può eseguire un controllo integrità delle partizioni.
Di default avviene un check ogni 30 avvii oppure ogni 6 mesi.
Per accertarsi delle proprie impostazioni si usa il comando
sudo dumpe2fs -h /dev/hda1
che dice
Mount count: 4
Maximum mount count: 31
Last checked: Sun Mar 16 11:30:42 2008
Check interval: 15552000 (6 months)
Next check after: Fri Sep 12 12:30:42 2008
Questa politica di controlli è ottima ma se si ha l’abitudine di usare il PC molte volte al giorno per poco tempo, oppure di riavviare spesso, la cosa può diventare noiosa. Il controllo di dischi da 300 Gb non si conclude in pochi secondi…
Dunque se amate il rischio e avete fretta ci si può limitare a un controllo ogni 2 mesi, attraverso il seguente comando:
sudo tune2fs -i 2m -c 0 /dev/hda1
dove -i 2m indica l’intervallo di 2 mesi (si può usare anche d per giorni e y per anni).
Per riportare tutto allo stato originale si deve invece eseguire
sudo tune2fs -i 6m -c 31 /dev/hda1.
Si rimanda al manuale di tune2fs per maggiori informazioni.
13 Gennaio 2008
· Archiviato in Migliorie · Tagged gnome, leopard, linux, mac4lin, Ubuntu
ATTENZIONE: questi consigli si riferiscono a Mac4Lin v0.3. Da qualche settimana è uscita la versione 0.4, che non ho ancora provato, dunque non so se essi siano ancora attuali.
In uno dei computer Ubuntu che uso ho deciso di provare la guida denominata Mac4Lin. Essa si prefigge di spiegare come rendere Gnome simile a Leopard (fornendo nonchè tutti i file necessari: icone, cursori, temi ecc.).
Il sito ufficiale del progetto è http://sourceforge.net/projects/mac4lin
Con mio grande stupore il risultato non è stato per niente male, fatto che mi ha convinto a mantenere il nuovo aspetto grafico anche nell’uso quotidiano.
Ecco però una lista di problemi e imperfezioni che ho incontrato durante la sua messa in atto.
Problema: NetworkManager non ha le icone tipiche di Leopard
Soluzione: Ho copiato da ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/48×48/apps le 4 icone del livello di segnale (iniziano per gnome-netstatus…) e le ho incollate dentro ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/22×22/apps
Qui le ho poi rinominate (a seconda del livello mostrato dall’icona) in:
nm-signal-00.png
nm-signal-25.png
nm-signal-50.png
nm-signal-75.png
nm-signal-100.png
nella stessa cartella ho poi creato nm-no-connection.png , mostrata in caso di assenza di connessione.
Problema: l’icona del “volume sonoro” mi appariva sgranata e eccessivamente grande.
Soluzione: Ho spostato da ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/scalable/stock
a ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/scalable/stock/48
i seguenti file:
audio-volume-high.png
audio-volume-low.png
audio-volume-medium.png
audio-volume-muted.png
Problema: Appare una schermata marroncina tra il login e il caricamento del desktop.
Soluzione: Ne ho parlato in questa guida.
12 Gennaio 2008
· Archiviato in Migliorie · Tagged color, colore, gdm, gnome, login, Ubuntu
Di default nella mia Ubuntu, tra il login e l’avvio della sessione ho notato che appare sempre una schermata marroncina.
La cosa assurda è che esiste un programma apposito per modificare questo colore. Si raggiunge tramite
Amministrazione -> Finestra di Accesso -> linguetta “Locale” -> Colore di sfondo
ma esso non influenza minimamente il comportamento reale. Dunque per quanto ci si ostini a scegliere un colore grazioso (es. giallo limone), ad ogni login si ripresenta sempre il marroncino “ubuntiano” (#dab082 per la cronaca…).
Probabilmente è colpa di un qualche bug nella gestione del Gnome Display Manager da parte del tool.
Per modificare questo comportamento bislacco bisogna “sporcarsi” le mani nei file di configurazione.
Con un editor di testo qualsiasi va aperto (con permessi root) il file /etc/gdm/PreSession/Default
e si deve cercare, verso la fine, le seguenti righe:
# Default value
if [ "x$BACKCOLOR" = "x" ]; then
BACKCOLOR="#dab082"
fi
dove, al posto dell’incriminato #dab082 va messo il colore scelto (in formato esadecimale).
Per il bianco ad esempio va messo #ffffff.
17 Novembre 2007
· Archiviato in Migliorie · Tagged gnome, Nautilus, Script
Nautilus gode di un utile sistema di script (Python, Perl, Sh) che può far risparmiare molto tempo.
Qui se ne possono trovare molti, pronti per essere scaricati: http://g-scripts.sourceforge.net/
Vanno copiati in ~/.gnome2/nautilus-scripts/ (volendo divisi in cartelle) dove vengono automaticamente caricati.
Fatto ciò, essi saranno disponibili tramite tasto destro in ogni finestra di Nautilus, sotto la voce Script.
Possono essere utili per rinominare un “File In MAIUSCOLO.avi” in un “file in minuscolo.avi”, oppure per ridimensionare una foto senza dover aprir Gimp. Se poi si ha una esigenza particolare basta prendere spunto dagli altri (innumerevoli) script e confezionarne uno ad-hoc.
Esiste anche un pacchetto chiamato nautilus-script-manager che è un tool da riga di comando per attivare o disattivare i singoli script (ma non così indispensabile).
11 Novembre 2007
· Archiviato in Free Software, Migliorie
pdnsd è un utile programma che salva in una cache locale le risposte ricevute dai server DNS. Ciò permette di evitare una nuova query al server se si rivisita un indirizzo dopo poco tempo.
Ho applicato questa guida per Debian a Ubuntu Gutsy senza nessun problema:
http://www.debianitalia.org/modules/wfsection/article.php?articleid=147 (oppure qui in inglese)
Nel file pdsnd.conf non ho però inserito solo gli ip di OpenDNS, ho usato anche l’ip del router ADSL della mia rete (192.168.0.1). In tal modo le richieste si appoggiano sia ai DNS forniti dal mio provider che a quelli del progetto OpenDNS.
Ecco come si presenta la parte da me modificata:
server {
label="open-dns";
ip="208.67.222.222";
ip="208.67.220.220";
timeout=30;
interval=30;
uptest=ping;
ping_timeout=50;
purge_cache=off;
}
server {
label="router";
ip="192.168.0.1";
timeout=30;
interval=30;
uptest=ping;
ping_timeout=50;
purge_cache=off;
}
Per tenere sotto controllo il demone di pdnsd esiste il comando pdnsd-ctl da eseguire su terminare da root.
Ecco un paio di esempi:
sudo pdnsd-ctl status si spiegà da sè
sudo pdnsd-ctl dump restituisce tutti i nomi salvati in cache
sudo pdnsd-ctl help per maggiori informazioni sull’uso.
Una ulteriore miglioria consiste nel disabilitare il supporto a IPv6 in Firefox.
Per fare ciò si digiti about:config nella barra degli indirizzi. Va poi cercata la chiave network.dns.disableIPv6 e impostata a True
(grazie al blog spagnolo da cui ho preso questo consiglio)
Un esempio dei benefici è la maggior reattività di Firefox. Una volta digitato l’indirizzo, la sosta prima del caricamento vero e proprio è diventata quasi nulla. Prima invece rimaneva fermo dei secondi con la scritta “Ricerca di (sito)“…
10 Novembre 2007
· Archiviato in Ubuntu · Tagged compiz, cubo, gutsy
Contrariamente al solito, per il rilascio 7.10 ho installato la distribuzione da zero. Termina dunque la mia serie di ripetuti aggiornamenti che partiva dal rilascio 6.06 (la mitica Dapper). Questa scelta è stata dettata dal cambio di hard-disk, non certo per instabilità del software.
Partendo da una installazione vergine ho potuto avere lo stesso punto di vista di un utonto che per la prima volta installa Ubuntu.
Ero curioso di vedere come funzionavano gli “effetti grafici” (Compiz) di cui tanto si era parlato e discusso nelle settimane precedenti al rilascio.
Partizionamento riuscito e installazione liscia.
Al primo avvio tutto funzionava perfettamente compresi gli effetti (su ATI 9200).
Niente di Hollywoodiano (qualunque sia il suo spellling
), un sistema leggero e usabile.
Ma il CUBO ?! Il fantomatico, blasonato, arrogante CUBO ?!
Protagonista indiscusso di ogni video di sfida a Vista su YouTube.
Beh di default non c’è… anche settando gli effetti visivi al massimo.
Poco male…
Dopo un
sudo apt-get install compizconfig-settings-manager
nelle preferenze di Aspetto, sotto la linguetta Effetti Visivi è apparsa la voce “Personalizzato”, da cui è possibile modificare ogni minimo parametro degli effetti.
Per avere il cubo rotante bisogna spuntare i plug-in “Cubo desktop” e “Ruota Cubo“. (Ctrl + Alt + Mouse.Sx per attivare)
Se avete una macchina non datata vi consiglio di provare anche “Riflesso del cubo“, può piacere.
Io ho attivato anche il pacchiano “Disegna sullo schermo con il fuoco” (Shift + WinKey + Mouse.Sx per attivare e Maiusc + WinKey + c per cancellare)e “Effetto Acqua” (Shift + F9), sempre utili per stupire qualche utente Win o Mac.

5 Novembre, V per Vendetta e la congiura delle Polveri. Buon anniversario con Compiz !
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