Archivio per Migliorie

Ubuntu e Nautilus: aprire un terminale nella cartella corrente

apriterminale

Avere un terminale a disposizione può sempre essere utile, se poi punta direttamente alla cartella corrente tanto meglio.
Ecco quindi come ottenere la funzione “Apri un terminale”, direttamente nel menù del tasto destro di Nautilus.

sudo apt-get install nautilus-open-terminal

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Ridurre i controlli automatici dei dischi

Ubuntu (e non solo), all’avvio del sistema, può eseguire un controllo integrità delle partizioni.
Di default avviene un check ogni 30 avvii oppure ogni 6 mesi.
Per accertarsi delle proprie impostazioni si usa il comando

sudo dumpe2fs -h /dev/hda1

che dice

Mount count: 4
Maximum mount count: 31
Last checked: Sun Mar 16 11:30:42 2008
Check interval: 15552000 (6 months)
Next check after: Fri Sep 12 12:30:42 2008

Questa politica di controlli è ottima ma se si ha l’abitudine di usare il PC molte volte al giorno per poco tempo, oppure di riavviare spesso, la cosa può diventare noiosa. Il controllo di dischi da 300 Gb non si conclude in pochi secondi…

Dunque se amate il rischio e avete fretta ci si può limitare a un controllo ogni 2 mesi, attraverso il seguente comando:

sudo tune2fs -i 2m -c 0 /dev/hda1

dove -i 2m indica l’intervallo di 2 mesi (si può usare anche d per giorni e y per anni).

Per riportare tutto allo stato originale si deve invece eseguire

sudo tune2fs -i 6m -c 31 /dev/hda1.

Si rimanda al manuale di tune2fs per maggiori informazioni.

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Leopard Style in Gnome: integrazioni al How-To v0.3

ATTENZIONE: questi consigli si riferiscono a Mac4Lin v0.3. Da qualche settimana è uscita la versione 0.4, che non ho ancora provato, dunque non so se essi siano ancora attuali.

In uno dei computer Ubuntu che uso ho deciso di provare la guida denominata Mac4Lin. Essa si prefigge di spiegare come rendere Gnome simile a Leopard (fornendo nonchè tutti i file necessari: icone, cursori, temi ecc.).

Il sito ufficiale del progetto è http://sourceforge.net/projects/mac4lin
Con mio grande stupore il risultato non è stato per niente male, fatto che mi ha convinto a mantenere il nuovo aspetto grafico anche nell’uso quotidiano.

Ecco però una lista di problemi e imperfezioni che ho incontrato durante la sua messa in atto.

Problema: NetworkManager non ha le icone tipiche di Leopard
Soluzione: Ho copiato da ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/48×48/apps le 4 icone del livello di segnale (iniziano per gnome-netstatus…) e le ho incollate dentro ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/22×22/apps
Qui le ho poi rinominate (a seconda del livello mostrato dall’icona) in:
nm-signal-00.png
nm-signal-25.png
nm-signal-50.png
nm-signal-75.png
nm-signal-100.png

nella stessa cartella ho poi creato nm-no-connection.png , mostrata in caso di assenza di connessione.

Problema: l’icona del “volume sonoro” mi appariva sgranata e eccessivamente grande.
Soluzione: Ho spostato da ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/scalable/stock
a ~/.icons/Mac4Lin_Icons_v0.3a/scalable/stock/48
i seguenti file:
audio-volume-high.png
audio-volume-low.png
audio-volume-medium.png
audio-volume-muted.png

Problema: Appare una schermata marroncina tra il login e il caricamento del desktop.
Soluzione: Ne ho parlato in questa guida.

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Script di Nautilus

Nautilus gode di un utile sistema di script (Python, Perl, Sh) che può far risparmiare molto tempo.

Qui se ne possono trovare molti, pronti per essere scaricati: http://g-scripts.sourceforge.net/

Vanno copiati in ~/.gnome2/nautilus-scripts/ (volendo divisi in cartelle) dove vengono automaticamente caricati.
Fatto ciò, essi saranno disponibili tramite tasto destro in ogni finestra di Nautilus, sotto la voce Script.

Possono essere utili per rinominare un “File In MAIUSCOLO.avi” in un “file in minuscolo.avi”, oppure per ridimensionare una foto senza dover aprir Gimp. Se poi si ha una esigenza particolare basta prendere spunto dagli altri (innumerevoli) script e confezionarne uno ad-hoc.

Esiste anche un pacchetto chiamato nautilus-script-manager che è un tool da riga di comando per attivare o disattivare i singoli script (ma non così indispensabile).

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Velocizzare le richieste ai DNS

pdnsd è un utile programma che salva in una cache locale le risposte ricevute dai server DNS. Ciò permette di evitare una nuova query al server se si rivisita un indirizzo dopo poco tempo.

Ho applicato questa guida per Debian a Ubuntu Gutsy senza nessun problema:

http://www.debianitalia.org/modules/wfsection/article.php?articleid=147 (oppure qui in inglese)
Nel file pdsnd.conf non ho però inserito solo gli ip di OpenDNS, ho usato anche l’ip del router ADSL della mia rete (192.168.0.1). In tal modo le richieste si appoggiano sia ai DNS forniti dal mio provider che a quelli del progetto OpenDNS.
Ecco come si presenta la parte da me modificata:

server {
label="open-dns";
ip="208.67.222.222";
ip="208.67.220.220";
timeout=30;
interval=30;
uptest=ping;
ping_timeout=50;
purge_cache=off;
}

server {
label="router";
ip="192.168.0.1";
timeout=30;
interval=30;
uptest=ping;
ping_timeout=50;
purge_cache=off;
}

Per tenere sotto controllo il demone di pdnsd esiste il comando pdnsd-ctl da eseguire su terminare da root.

Ecco un paio di esempi:

sudo pdnsd-ctl status si spiegà da sè
sudo pdnsd-ctl dump restituisce tutti i nomi salvati in cache
sudo pdnsd-ctl help per maggiori informazioni sull’uso.

Una ulteriore miglioria consiste nel disabilitare il supporto a IPv6 in Firefox.
Per fare ciò si digiti about:config nella barra degli indirizzi. Va poi cercata la chiave network.dns.disableIPv6 e impostata a True
(grazie al blog spagnolo da cui ho preso questo consiglio)

Un esempio dei benefici è la maggior reattività di Firefox. Una volta digitato l’indirizzo, la sosta prima del caricamento vero e proprio è diventata quasi nulla. Prima invece rimaneva fermo dei secondi con la scritta “Ricerca di (sito)“…

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